domenica 30 dicembre 2007

Un contratto va sempre eseguito alla lettera

Stolto è colui che ingaggia un Hashishin senza misurare le parole...

Turco...
ci siamo sempre fatti grasse risate nel commentare queste parole. Tu e Alì e Rashid ed io ancora uniti, ancora insieme...
Era tutto così facile, lineare e chiaro, allora...
E adesso? Sbarcata di qua dall'acqua con un incarico che neanche ricordo, sotto copertura per ingannare non so più neanche chi. In compenso di là dall'acqua la storia non è una copertura, è reale e mi attendono per terminarmi.
La caccia di sangue questa volta è per me...
E di qua dall'acqua che dovrei mai fare?
Rimbalzo confusa da un contatto all'altro. Da Antonio Canova a John Brown, da John Brown al Piccione Viaggiatore...
Rimbalzo sempre più persa da un mandante all'altro. Da Sam a Jack, da Jack a quei tre Gangrel...
Turco...
Ho visto dei fratelli per la prima volta dalla mia rinascita. Ho conosciuto del sangue antico e onorabile. Ho provato timore e ammirazione. Ma adesso anche questo mi ha abbandonato. Sirac e Lamar se ne sono andati, in un modo o nell'altro. Sono di nuovo sola, senza un piano, senza neanche una linea guida, in una città che non conosco ma che sento mi conosca fin troppo bene...
Vorrei che tu fossi qui, vorrei che tu guidassi le mie azioni ancora una volta, vorrei che tu illuminassi la mia mente ancora, per darmi quella chiarezza di visione che da sola non sono all'altezza di raggiungere...
Turco...
I tempi sono ostili, le decisioni gravi. I miei inaffidabili compagni di viaggio sono ancor più infidi che mai, e io non so davvero se non sia il caso di seguire il sentiero mostrato da Sirac.
(Sirac... La sua morte mi pesa come un'ingiusta condanna...)
Il tempo scorre e le decisioni incalzano, mi sto convincendo di non essere sola, dopotutto. Ho l'esempio del kazako ad illuminare i miei pensieri. Lui ha trovato il coraggio e la forza di dare l'ultima morte ai suoi fratelli di sangue. Io troverò il modo di liquidare gli incauti compagni che han fatto scempio del suo sangue.
Il mio pensiero è al tuo fianco, Turco, ora e sempre.
Tua,
Ravhi

domenica 23 dicembre 2007

Master's tips

Cosa direbbero alcuni esterni alla coterie:
Il Turco: "Ricorda: un contratto va sempre eseguita alla lettera"
Sam: "Fate parte del Sabbath adesso, non siete più con quelli smidollati della Camarilla. Non dovete interpretare gli ordini, ma solo eseguirli"
John Brown: "Va bene mostrare il proprio carattere ma vi consiglio di seguire gli ordini alla lettera, soprattutto vista la missione che dovete compiere"
Il Piccione Viaggiatore: "Riferite a me, io porterò altri ordini"
Sirac: "La maledizione non si deve espandere"
Il Master: "Non vi vedo attenti. Più di una volta vi ho fatto ascoltare la colonna sonora di questa avventura. Un aiutino: si tratta di Leaving New York dei R.E.M. Il ritornello fa: Leaving New York, never easy..."
Jack: "Una maledizione. Hm! Ci si può lavorare. In fondo, se ci sono riusciti gli Ashishin..."

Meditate, fratelli, meditate...

mercoledì 12 dicembre 2007

Orazione funebre per un fratello

Cosa devo dire?
Che sono qui per seppellire Sirac e non per lodarlo? No, non sono un retore e lui non era un imperatore.
E poi io sono qui per lodare Sirac. E, in fondo, non c'è mai molto da seppellire in un vampiro.

Conoscevo Sirac? Non posso dire questo. Ci siamo visti solo in due occasioni: nella prima abbiamo combattuto e nella seconda il Morbo era già profondamente radicato in lui e temo vedesse solo le ombre di ciò che siamo. Solo la sua ferrea volontà lo spingeva alla fuga.

Allora perché sono qui a parlare?
Perché Sirac, per quel poco che l'ho conosciuto, era un valente combattente ed un Assamita d'onore.

Sirac, il capo che sarebbe morto per i suoi due compagni e che pure, quando li ha visti in preda del Morbo, non ha esitato ad ucciderli né a prendere la spada del suo compagno, la sola in grado di finirlo quando fosse giunto il momento estremo.

Sirac, il vampiro che poteva trasformare il suo sangue in veleno, è morto perché qualcuno ha deliberatamente deciso di avvelenare il suo sangue nella speranza di ricreare quel legame che ci aveva resi schiavi fin dai secoli oscuri.

Sirac, il combattente, ha tentato di vincere da solo contro un sistema che cercava di incatenare lui e tutti quelli come lui. Ma il destino, sotto forma delle sole tre persone che forse lo cercavano non per ucciderlo ma per liberarlo, si è accanito su di lui ed ha fatto sì che il Morbo passasse a due di quelle tre persone.

Sirac, l'uomo, ha sacrificato la sua vita perché se avesse continuato a vivere, avrebbe potuto essere un pericolo per quelli che gli stavano intorno. Non aveva previsto che gli avvoltoi avrebbero banchettato con il suo cadavere, contraendo il Morbo a loro volta.
Come diceva quella poesia?
...come putredine che lenta lenta/strugge il cadavere che l'alimenta/ e propagandosi dai corpi infermi/par che nel rodere si attacchi ai vermi...

E allora, di nuovo, perché sono qui a parlare? Perché sono qui, in questa sala vuota, accanto ad una bara vuota?
Forse perché Sirac non muoia da solo. O forse perché Sirac non sarà mai morto finché io porterò in me il suo ricordo.

Theo Van Der Maur (per bocca del Master)

martedì 11 dicembre 2007

Sirac e Lamar...

Sirac il kazako. Lo sto cercando e temo per lui. Confesso che per me Sirac non è solo una missione. Quel ragazzo mi affascinò, a Boston, mentre mi esortava ad incrociare le spade... ma io non lo feci né mi pentii.
Sirac è sparito ssenza portare a termine la sua missione, per questo ci hanno detto di cercarlo. Loro hanno a cuore la missione, io ho a cuore lui e i suoi. Per questo sono a NY.
Ho idea che qui la faccenda stia diventando pericolosa e comincio a chiedermi che cosa mi trattenga. Lamar mi ha aiutato rischiando del suo. Ha perso uno dei suoi, troppo inesperto per starsene nel Queens a fare domande sul kazako.
Lamar mi ha conquistato subito, con quel suo fare elegante e distaccato, con quella sua aria particolare da vichingo nero... mi pentirò di non averlo seguito, me lo sento. Uno stratega così non si incontra tutti i giorni. Come è corso in mio aiuto per tirarmi fuori dall'Elysium prima dell'alba (io non ci avevo neanche pensato) e come ha pianificato e attuato le cose al vecchio teatro: ci ha fatto sparire dandoci qualche giorno di respiro dagli sgherri dello sceriffo. Lamar è un vero maestro! Quando l'ho visto estrarre la spada e gettarsi dalla finestra sui Brujah, completamente oscurato ai loro occhi, ho provato il fortissimo impulso a seguirlo nella mischia... In un primo momento ho lasciato perdere, ma quando mi hanno esploso la granata ho visto rosso e son saltata giù... che sensazione splendida essere nella mischia e uccidere i nemici a filo di lama...
Con questo brivido ancora presente siamo andati a prelevare il tipografo, lo abbiamo portato via dal suo letto, gli abbiamo fatto fare un bel giro in giro. Io gli puntavo la pistola alle costole, ridevo come una pazza, a un tratto ho creduto di tirare il grilletto in un moto convulso di risa... non so bene cosa mi desse quell'euforia, forse il furto delle auto, o forse che riuscivamo ad entrere e uscire dalle case con quell'estrema facilità, o magari che stava emergendo la triste realtà delle cose: lui non sapeva, o non si ricordava niente, se non che già tutti gli uomini neri, blu e marroni lo avessero rigirato dalle domande.
E allora mi chiedo: se gli uomini neri sono i federali e quelli in blu sono i servizi segreti, gli uomini in completo marrone chi sono?

domenica 9 dicembre 2007

Intervista col vampiro

Mi dica, mister Lamar, come ha conosciuto la coterie?
Direi quasi per un caso: loro conoscevano Sirac, un fratello del mio clan. Una sera sono venuti nel pub che io ed il mio gruppo bazzicavamo in quel momento e, come facendo finta di niente, hanno buttato lì che cercavano Sirac.
E lei quali informazioni gli ha dato?
In un primo momento nessuna, è ovvio. Si capiva lontano un miglio che erano in missione per qualcuno e che erano principianti.
Principianti?
Sì, inesperti. Sono arrivati dritti al punto che volevano. Se fossero stati dei professionisti ci avrebbero messo dei giorni prima di chiedere. Forse addirittura avrebbero fatto dire a me che conoscevo Sirac.
Però si vedeva che la ragazza ci teneva davvero a Sirac. E poi era una di noi. E allora ho preso informazioni.
Che genere di informazioni?
Quelle di base. Chi è, da dove viene, chi è il suo sire, per chi lavora.
E cosa ha scoperto?
Ho scoperto di potermi fidare.
Suvvia, non vuole dirci di più?
Naturalmente no. Ci sono cose che non si rivelano nemmeno ad un fratello. Tanto meno ad un giornalista.
Va bene. Non insisto. Ci racconti di quello che successe a New York allora.
Beh, quello è quasi di pubblico dominio. Ma so bene che i giornalisti non leggono i giornali. O almeno non li leggono con la dovuta attenzione.
Guardi queste copie del New York Times: un morto tagliato a metà, una fuga di gas che distrugge due palazzi con una serie di esplosioni nemmeno troppo ravvicinate, un tipografo che esce in pigiama per prendere una pizza, 4 automobili rubate in due sere tutte nello stesso quartiere.
Col tempo mi sono reso conto che non sono dilettanti, sono degli artisti.
Cosa intende dire?
Vede, l'artista è finalizzato alla sua opera. Che piaccia o meno al committente non è un suo cruccio. L'importante è l'estetica, ancora più del fine ultimo.
C'è una banda di uomini dello sceriffo che ti insegue? Quale è la cosa più saggia da fare? Seminarli? Emigrare? Farsi passare per morti? Presentarsi al Principe?
Lo sa cosa invece deciso di fare i nostri amici? Sterminarli. C'è del genio in questo. Affrontare una forza di fuoco almeno 4 volte superiore alla tua senza nemmeno battere ciglio. Ci vuole una personalità superiore.
Sa cosa ha fatto il Gangrel? Ha iniziato a sparare sui Bruja e quando questi gli hanno lanciato contro una granata esplosiva, invece di fondersi nel terreno è saltato dalla finestra e li ha affrontati ad artigliate. L'ho placcato per dirgli di seguirmi e lui, invece di darmi retta è rimasto lì a beccarsi pallottole per finire il nemico. Un'artista, le ho detto!!!
Ed il Tremere? Ha iniziato a lanciare palle di fuoco sulle auto dei Bruja, ne ha fatta saltare una ed ha fritto il culo ad un paio di altri. Guardi, lei non sa quanto mi secca dirlo, ma quello è un tremere con le palle. Non come i suoi compagni di clan che si nascondono nei loro sotterranei a fare intrighi e maledizioni. L'ho guardato negli occhi e ho visto il piacere di aver provocato quello spavento nei Bruja.
L'Assamita era un cecchino. Un colpo un centro. Poi, visto che sparavano granate esplosive anche a lei, è uscita dal teatro ed ha finito quelli che erano rantolanti a terra.
Stavano arrivando altri Bruja. Per fortuna sono riuscito a convincere la coterie a tornare nel teatro.
I Bruja avrebbero avuto il sopravvento?
Scherza? Quei tre sono delle furie scatenate. Ci sarebbe voluto il doppio dei Bruja per averne ragione. Forse anche il triplo.
E allora perché non li ha lasciati fare?
Vedo che lei non ha colto il problema. Neanche loro lo avevano colto d'altra parte.
La Camarilla si ritiene una sorta di oligarchia illuminata, che rispetta regole che si è scritta da sola. Scopo principale dei suoi membri non è quello di rispettare o far rispttare le regole, ma di punire chi non le rispetta e si fa beccare.
La scelta di Theo di entrare nell'Elisium per non farsi attaccare era intelligente ma non finale.
La vedo perplessa. Mi spiego: il ragionamento "sono nell'Elisium e quindi non mi attaccano" funziona solo finché rimani nell'Elisium. Ma quanto puoi rimanere nell'Elisium senza appartenere al sistema? Non troverai mai un rifugio nel quale difenderti dalla luce del giorno. Ma appena esci ti attaccheranno ed hanno decine di ghoul sacrificabili da scatenarti dietro e che ti incalzeranno anche all'alba.
Allo stesso modo, se uccidi tutti coloro che ti hanno seguito, avrai sulla testa una taglia per la quale TUTTI ti seguiranno.
Quale soluzione è finale, allora?
La morte, è ovvio.
Prego?
Di nuovo, lei pensa da umano e questo è un limite, se lo lasci dire. La morte è la soluzione finale, ma non è l'ultima. Qualsiasi fratello glielo potrà confermare. La morte è una transizione necessaria per diventare quello che siamo.
Mi scusi ma continuo a non capire.
Non ne dubito, mi sto esprimendo per enigmi. Mi spiego: se tutti ti cercano la soluzione più semplice è quella di sparire. Se non puoi fuggire, muori. O almeno fai sì che coloro che ti danno la caccia ti credano morto. Naturalmente devi costruirla bene: se è troppo facile, chi ti segue sospetterà.
In questo caso è stata la coterie stessa a fornire la copertura necessaria. Nessuno potrà dire che è stato troppo facile.
Ma il suo giudizio finale su di loro, quale è?
Sono efficaci e suppongo che si farebbero uccidere piuttosto che fallire una missione. Ciò che gli manca è un coordinamento... un capo, insomma.
Mi sarebbe piaciuto averli in squadra con me, ma purtroppo non hanno voluto abbandonare la loro missione ed ormai siamo troppo lontani.
E cosa è successo dopo quella sera?
Hanno continuato con la loro linea di indagine alternativa: hanno interrogato un tipografo portandolo in giro in pigiama alle due di notte e poi gli hanno modificato la memoria in modo che credesse di essere andato a prendere una pizza (in pigiama, capisce?).
Visto che erano rimasti senza automobile, sono andati in giro a rubare auto a casaccio. Una volta si son fatti persino beccare dalla polizia per essere andati in giro due giorni con la stessa auto rubata.
Come ho detto prima: degli artisti.
Detto così non sembra che lei ne abbia una grande opinione.
Sta scherzando? Ha visto cosa hanno scoperto soltanto interrogando un barbone e frugando nei sotterranei di qualche ospedale?
E poi, cosa più importante, ha visto come sono finite le cose con Sirac?
Sono stati fantastici....
Poi le racconterò...

Il racconto di Roberto

Divento etereo e scivolo fuori dall'auto. Tutti i sensi sono acuti e pronti a cogliere il minimo barlume di attività che venga dalla macchina dei nostri inseguitori.
Mi serve un istante per capire che ho un istante di ritardo sul mio avversario.
La luce è insopportabile, mi avvolge... i miei occhi bruciano... la mia mente brucia ed io uso tutta la mia forza per liberarmi dall'abbraccio e colpire quella luce.
Poi vengo in contatto con la pazzia... ed il sotto è sopra... e la luce è buio... mi devo materializzare... sento una spinta... svengo.

Quando mi riprendo ho un mal di testa come non lo avevo da secoli. Ma è un attimo. Sono subito lucido. Le macchine non ci sono più.
Maledetto malkavian.

Telefoniamo a Theo.

ll teatro è lontano. Buona passeggiata, avvocato.

Il racconto di Mac

Scendere dalla macchina in corsa in forma di nebbia è sempre un'esperienza che mi lascia stordito.
Ora cespuglio e via...
Un pipistrello perfetto. La cosa che mi diverte di più è zigzagare intorno ai lampioni.
Cazzo succedeeeee....... BONK!!!

Dannazione, che mal di testa. Non mi succedeva da secoli. Cosa diamine è successo?
All'improvviso il mondo è esploso: il sopra è diventato sotto e la desta è diventata sinistra. L'ultima cosa che ricordo è un palo che si avvicinava.
Sarà mica questo davanti a me?
Dove saranno finiti?
In giro non ci sono. OK. Mi ritrasformo e telefono.

Il racconto di Theo

Ecco. Quei due idioti se ne sono usciti e mi hanno mollata qui da sola. E' già passato un quarto d'ora e Roberto non torna e non risponde al cellulare.
Ok. Io riparto. Lo sapevo... mi seguono ancora.
Devo avvertire Lamar che non andrò all'appuntamento.
Pronto, Lamar? Ho un contrattempo, stasera non veniamo.
Di che contrattempo si tratta?
Un auto mi segue ma non sono in pericolo: sono entrata nell'Elisium e non possono farmi niente.
Ascolta, vediamoci all'incrocio tra la 35° e la 9°. C'è un teatro abbandanato. Parcheggia sulla 35° ed entra.
Ma...
Stai tranquilla, so cosa faccio.
Ecco, ci mancava solo quello che fa il misterioso ed il so-tutto-io. Va beh, peggio di così forse non può andare. Gli darò retta. Per fortuna sono uscita con l'armamentario.
DRINN
McLeod!!! Meglio tardi che mai.
Finalmente ti fai sentire. Dove sei?
Mi hanno abbattuto e ho perso il contatto con l'auto.
IDIOTA!!!!
Tutto bene adesso?

Tutto ok, dove sei? Dove stai andando?
Ci potrebbero stare intercettando, ti mando un SMS.
Ora ci manca solo di sapere dove è finito il Tremere.
DRINN
Ecco!!! Era meglio mai!!! Ma perché non sto zitta?
Dove sei finito?
Ho avuto un problema, mi hanno stordito. Dove sei?
Qualcuno mi deve spiegare perché sono finita con questi due...
Sto andando in un posto, ti mando le coordinate per SMS. Raggiungici.

lunedì 3 dicembre 2007

Ancora Riassunti

Dunque, dove eravamo rimasti?
Giusto: Roberto era andato dal suo sarto di fiducia.
Oltre ad ottenere una copia del New York Times con il morto in prima pagina, l'avvocato aveva riportato una notizia che, se ben sfruttata, avrebbe potuto essere molto importante per la nostra coterie: Rhodney si stava facendo fare il vestito dallo stesso sarto.
Naturalmente, non essendo la finezza un pregio dei nostri amici, non hanno sfruttato bene la notizia ma hanno deciso di approfittare dell'occasione per far saltare in aria la sartoria ed il politico.
Una voce nella testa diceva: vi è stato detto di non agire con la forza, ma loro rispondevano: ma non è detto che si deba sapere che siamo stati noi.

Quindi il gruppo è entrato in azione: si sono introdotti nel magazzino di una azienda edile specializzata in demolizioni prendendo in prestito alcuni panetti di plastico, un blocco di gelatina esplosiva ed una serie di inneschi. Hanno confezionato dei sigari con il plastico, hanno riempito una bottiglietta di metallo (di quelle da whisky) di gelatina, hanno sistemato gli inneschi in modo che potessero essere telecomandati dal palmare di McLeod e sono tornati alla sartoria.
Roberto ha convinto il sarto ad accettare come doni la scatola di sigari e la bottiglietta ed a portarli con se per tutta la sera. Con una scusa molto elaborata, lo ha convinto anche a pungere Rhodney durante la prova del vestito ed a portargli lo spillo, mentre lui si sarebbe nascosto nel retro.
Mac avrebbe atteso fuori, in attesa di un segnale per far saltare tutta la baracca.
All'arrivo dello spillo, con una goccia del sangue di Rhodney, Roberto ha compiuto una attenta analisi sul sangue (anche se forse sarebbe meglio dire una degustazione) e si è reso conto che il vampiro nella camerino del sarto era solamente un sosia.
Con un po' di disappunto l'avvocato ha ripreso l'esplosivo e se ne è tornato in albergo.

Prima della cena Mac ha deciso di fare una ricerca sul web al fine di trovare foto dei tre Assamiti scomparsi senza ottenere grandi risultati.
Alla cena i tre erano elegantissimi, Roberto nel suo nuovo vestito che calzava a pennello, Mac un po' a disagio con la cravatta ma in un insieme comunque molto elegante, Theo con il suo look da cieca con cane-guida. Tutti e tre facevano del loro meglio per sembrare umani ed avrebbero ingannato qualsiasi umano o fratello senza un minimo di Auspex...

Non essendo preparati, arrivarono tra i primi. I loro tre compagni di tavolo erano umani. Roberto incontrò un cliente importante che lo riconobbe ed andò a salutarlo.
Poi arrivò Rhodney, tra gli ultimi.

Mac e Roberto, con un check veloce della stanza si resero conto della popolazione della sala: una maggioranza di vacche, un tavolo di fratelli abbastanza appartato, altri fratelli nei tavoli attorno a quello di Rhodney, disposti in modo da poter proteggere il membro del congresso in caso di necessità. Alcuni ghoul tra camerieri ed inservienti.
Due discontinuità li incuriosirono: il Rhodney al tavolo era un umano, però dietro una delle tende che coprivano l'accesso al palco sul quale si sarebbe tenuto il discorso era nascosto un vampiro.
Dopo l'introduzione di rito dal presidente dell'associazione benefica, i camerieri iniziarono a servire la cena; poi il discorso di un paio di benefattori. Durante il sorbetto tra il primo di pesce ed il secondo di carne, Rhodney si diresse verso il palco.
Dietro la tenda entrò un umano ed uscì un fratello.

I nostri cominciarono ad osservare con maggiore attenzione: la forza carisma dell'oratore, unito ad un movimento particolarmente veloce per evitare che il microfono cadesse (interrompendo così un discorso di grande effetto), li convinse che il Rhodney sul palco fosse un Toreador e quindi proprio il fratello che i tre assamiti erano stati incaricati di uccidere.
Costui, dopo un discorso piuttosto politico, scendendo dal palco si fermò a stringere la mano agli astanti, soffermandosi a guardare i nostri tre protagonisti con un misto di interesse e curiosità.
Roberto, insospettito da questo comportamento, concentrò sul politico i suoi sensi acuti, riuscendo a carpire una domanda fatta ad una delle guardie del corpo.
Con un cenno di intesa a Theo, le fece comprendere il pericolo al quale erano esposti. La ragazza finse di sentirsi male ed i suoi due amici la accompagnarono premurosamente a prendere una boccata d'aria.
Passando in un corridoio deserto, Roberto disse: "Si è accorto di noi" e Theo attivò il proprio potere di mascheramento
Arrivati nel garage, Roberto e Mac si accorsero di un vampiro oscurato che si aggirava tra le auto. I tre riuscirono ad evitarlo, a prendere la macchina ed andarsene.
Roberto, da buon conoscitore del protocollo della Camarilla, fece presente ai compagni che l'intensità dello sguardo e la curiosità potevano essere dovuti alla non conoscenza dei tre. A New York c'è una settimana di tempo per presentarsi al Principe. I tre avevano quindi al massimo una settimana di tempo prima di essere ufficialmente considerati dei fuorilegge.

Nelle notti successive i nostri si divisero. Mac fece un po' di indagini per proprio conto. Theo tornò dagli assamiti conosciuti al pub e Roberto si informò su cosa si stesse muovendo nella Camarilla.
Theo scoprì che uno degli assamiti era scomparso mentre stava indagando (forse in zona Brooklyn o Queens). Indagando personalmente nel Queens in effetti trovò tracce del passaggio dell'Assamita. Dagli assamiti scoprì che l'arrivo della foto al New York Times forse implicava un complotto interno alla Camarilla.
Mac scoprì l'esistenza di un testimone oculare per l'assassino sotto il ponte di Brooklyn. Si trattava di un barbone ubriaco che aveva assistito ad un duello tipo Higlander tra due tizi dalla pelle scura. La lotta si era conclusa quando uno dei due aveva guardato intensamente l'altro e quello era crollato a terra. La mattina, all'alba, il barbone aveva visto il cadavere che prendeva fuoco e ci aveva buttato sopra una coperta per spegnerlo.
Roberto scoprì che Rhodney aveva chiesto al Principe notizie sui tre nuovi arrivati ed il fatto che non fossero conosciuti aveva messo la Camarilla in pre-allarme. Sempre Roberto, da un interrogatorio mentale con il barbone trovato da Mac, confermò che il duello era avvenuto tra un assamita (il morto) ed un uomo che rimaneva in ombra e combatteva con spade. Il sopravvissuto era un'uomo parecchio alto, dalle spalle ampie e muscoloso. In teoria la descrizione si adattava al kazako Sirac, ma anche a 4-5 delle guardie di Rhodney.
La sera dell'appuntamento con il Piccione Viaggiatore, i tre si recarono al ristorante e gli riferirono quanto scoperto. Lui disse di continuare la ricerca degli assamiti e che avrebbe portato nuovi ordini dopo una settimana.
Andando appuntamento con gli Assamiti del pub Theo, alla guida dell'auto, si rese conto si essere seguita da un'altra automobile. Mac si trasformò in nebbia ed uscì dal finestrino. Theo si portò saggiamente all'interno della zona dell'Elisium e parcheggiò. L'auto inseguitrice parcheggiò ad un centinaio di metri di distanza ma non nessuno scese.
Roberto, seduto sul sedile posteriore disse "Vado a dare un'occhiata" e scomparve.
Fine del riassunto fino a qui. Poi...

lunedì 19 novembre 2007

Riassunto

Salve ragazzi, per ora si parte dal riassunto delle puntate precedenti, poi inserirò, con tutta calma, anche un riassunto globale. Partiamo dall'ultima volta.


In tre righe dove siete e cosa state facendo.


Theo, Mac e Roberto sono stati inviati a New York da Sam e Jack (che i nostri hanno registrato come capi del Sabbath). Il loro scopo è indagare su che fine hanno fatto tre Assamiti, inviati ad uccidere Alexander Rhodney, un Toreador membro della Camarilla di New York e membro del congresso. Rhodney ha molti sosia, sia tra i fratelli che tra le vacche e la missione dei tre Assamiti era di ucciderlo in maniera "pulita" nell'unica occasione in cui non è attorniato da guardie del corpo: nell'anniversario e nel luogo del suo abbraccio (Cascate del Niagara, ai primi di aprile).

I tre Assamiti, capeggiati da Sirac (detto il Kazako, a causa delle sue origini), comunicavano con il Sabbath di Boston tramite un Piccione Viaggiatore: Brad Sherman, che li incontrava ogni lunedì in un ristorante del Greenwich Village.

Gli assassini hanno però saltato un appuntamento e se ne è persa ogni traccia. L'anniversario è passato e Rhodney è ancora in circolazione. Possono essere accadute molte cose agli assassini: hanno pensato che il compito fosse troppo difficile e si sono dati alla macchia, sono stati scoperti ed uccisi oppure, ipotesi peggiore per il Sabbath, hanno deciso di tradire.

La coterie dovrà anche scoprire se il Rhodney in circolazione è quello autentico o uno dei sosia. Nel primo caso, Rhodney deve essere ucciso, ma senza alcuno scalpore.

Theo, Mac e Roberto iniziano le loro indagini prendendo alloggio allo YMCA di Long Island. Vicino all'hotel, in un pub che sanno frequentato da fratelli del Sabbath, incontrano un altro gruppo di assamiti (quattro), capeggiati da Lamar.

Dopo una iniziale ostilità, dovuta principalmente alla presenza del Tremere, i quattro si sciolgono maggiormente una sera in cui è presente solo Theo (ehh, l'appartenenza al clan). Lamar conosceva il Kazako per aver lavorato con lui parecchi anni fa e di sicuro non era tipo da rendere vita facile ad eventuali assalitori, ma nemmeno da tradire o abbandonare un contratto.

Lamar e i suoi si offrono di aiutare la coterie nella ricerca.

Nel frattempo, cercando su web notizie di Rhodney, Theo e Mac hanno scoperto che il politico parteciperà ad una cena di beneficienza. Con un po' di faccia di bronzo e molti soldi del Sabbath, i tre prenotano dei posti ad un tavolo nella sala principale.
Roberto, che è già stato più volte a New York per lavoro, va dal suo sarto di fiducia per farsi fare un vestito su misura. Il sarto, molto chiacchierone, discute della cronaca e mostra all'avvocato una copia del New York Times sulla prima pagina della quale campeggia una foto relativa ad uno strano omicidio: un uomo di colore il cui corpo è stato per metà ridotto in cenere e per metà sembra non toccato dal fuoco. La foto è sfocata, quindi non si riesce a capire chiaramente né l'etnia dell'uomo, né tantomeno a riconoscerlo.
Roberto informa gli altri. Da un'analisi più attenta della foto, l'uomo sembra un caucasico. Quindi la pelle nera potrebbe essere dovuta all'appartenenza al clan Assamita.

Ok, evidentemente un riassunto di tre righe non mi viene. Per adesso pubblico, poi vedremo di metterci in pari