Dunque, dove eravamo rimasti?
Giusto: Roberto era andato dal suo sarto di fiducia.Oltre ad ottenere una copia del New York Times con il morto in prima pagina, l'avvocato aveva riportato una notizia che, se ben sfruttata, avrebbe potuto essere molto importante per la nostra coterie: Rhodney si stava facendo fare il vestito dallo stesso sarto.
Naturalmente, non essendo la finezza un pregio dei nostri amici, non hanno sfruttato bene la notizia ma hanno deciso di approfittare dell'occasione per far saltare in aria la sartoria ed il politico.
Una voce nella testa diceva: vi è stato detto di non agire con la forza, ma loro rispondevano: ma non è detto che si deba sapere che siamo stati noi.
Quindi il gruppo è entrato in azione: si sono introdotti nel magazzino di una azienda edile specializzata in demolizioni prendendo in prestito alcuni panetti di plastico, un blocco di gelatina esplosiva ed una serie di inneschi. Hanno confezionato dei sigari con il plastico, hanno riempito una bottiglietta di metallo (di quelle da whisky) di gelatina, hanno sistemato gli inneschi in modo che potessero essere telecomandati dal palmare di McLeod e sono tornati alla sartoria.
Roberto ha convinto il sarto ad accettare come doni la scatola di sigari e la bottiglietta ed a portarli con se per tutta la sera. Con una scusa molto elaborata, lo ha convinto anche a pungere Rhodney durante la prova del vestito ed a portargli lo spillo, mentre lui si sarebbe nascosto nel retro.
Mac avrebbe atteso fuori, in attesa di un segnale per far saltare tutta la baracca.
All'arrivo dello spillo, con una goccia del sangue di Rhodney, Roberto ha compiuto una attenta analisi sul sangue (anche se forse sarebbe meglio dire una degustazione) e si è reso conto che il vampiro nella camerino del sarto era solamente un sosia.
Con un po' di disappunto l'avvocato ha ripreso l'esplosivo e se ne è tornato in albergo.
Non essendo preparati, arrivarono tra i primi. I loro tre compagni di tavolo erano umani. Roberto incontrò un cliente importante che lo riconobbe ed andò a salutarlo.
Poi arrivò Rhodney, tra gli ultimi.
Mac e Roberto, con un check veloce della stanza si resero conto della popolazione della sala: una maggioranza di vacche, un tavolo di fratelli abbastanza appartato, altri fratelli nei tavoli attorno a quello di Rhodney, disposti in modo da poter proteggere il membro del congresso in caso di necessità. Alcuni ghoul tra camerieri ed inservienti.
Due discontinuità li incuriosirono: il Rhodney al tavolo era un umano, però dietro una delle tende che coprivano l'accesso al palco sul quale si sarebbe tenuto il discorso era nascosto un vampiro.
Nelle notti successive i nostri si divisero. Mac fece un po' di indagini per proprio conto. Theo tornò dagli assamiti conosciuti al pub e Roberto si informò su cosa si stesse muovendo nella Camarilla.
Naturalmente, non essendo la finezza un pregio dei nostri amici, non hanno sfruttato bene la notizia ma hanno deciso di approfittare dell'occasione per far saltare in aria la sartoria ed il politico.
Una voce nella testa diceva: vi è stato detto di non agire con la forza, ma loro rispondevano: ma non è detto che si deba sapere che siamo stati noi.
Quindi il gruppo è entrato in azione: si sono introdotti nel magazzino di una azienda edile specializzata in demolizioni prendendo in prestito alcuni panetti di plastico, un blocco di gelatina esplosiva ed una serie di inneschi. Hanno confezionato dei sigari con il plastico, hanno riempito una bottiglietta di metallo (di quelle da whisky) di gelatina, hanno sistemato gli inneschi in modo che potessero essere telecomandati dal palmare di McLeod e sono tornati alla sartoria.
Roberto ha convinto il sarto ad accettare come doni la scatola di sigari e la bottiglietta ed a portarli con se per tutta la sera. Con una scusa molto elaborata, lo ha convinto anche a pungere Rhodney durante la prova del vestito ed a portargli lo spillo, mentre lui si sarebbe nascosto nel retro.
Mac avrebbe atteso fuori, in attesa di un segnale per far saltare tutta la baracca.
All'arrivo dello spillo, con una goccia del sangue di Rhodney, Roberto ha compiuto una attenta analisi sul sangue (anche se forse sarebbe meglio dire una degustazione) e si è reso conto che il vampiro nella camerino del sarto era solamente un sosia.
Con un po' di disappunto l'avvocato ha ripreso l'esplosivo e se ne è tornato in albergo.
Prima della cena Mac ha deciso di fare una ricerca sul web al fine di trovare foto dei tre Assamiti scomparsi senza ottenere grandi risultati.
Alla cena i tre erano elegantissimi, Roberto nel suo nuovo vestito che calzava a pennello, Mac un po' a disagio con la cravatta ma in un insieme comunque molto elegante, Theo con il suo look da cieca con cane-guida. Tutti e tre facevano del loro meglio per sembrare umani ed avrebbero ingannato qualsiasi umano o fratello senza un minimo di Auspex...
Non essendo preparati, arrivarono tra i primi. I loro tre compagni di tavolo erano umani. Roberto incontrò un cliente importante che lo riconobbe ed andò a salutarlo.
Poi arrivò Rhodney, tra gli ultimi.
Mac e Roberto, con un check veloce della stanza si resero conto della popolazione della sala: una maggioranza di vacche, un tavolo di fratelli abbastanza appartato, altri fratelli nei tavoli attorno a quello di Rhodney, disposti in modo da poter proteggere il membro del congresso in caso di necessità. Alcuni ghoul tra camerieri ed inservienti.
Due discontinuità li incuriosirono: il Rhodney al tavolo era un umano, però dietro una delle tende che coprivano l'accesso al palco sul quale si sarebbe tenuto il discorso era nascosto un vampiro.
Dopo l'introduzione di rito dal presidente dell'associazione benefica, i camerieri iniziarono a servire la cena; poi il discorso di un paio di benefattori. Durante il sorbetto tra il primo di pesce ed il secondo di carne, Rhodney si diresse verso il palco.
Dietro la tenda entrò un umano ed uscì un fratello.
I nostri cominciarono ad osservare con maggiore attenzione: la forza carisma dell'oratore, unito ad un movimento particolarmente veloce per evitare che il microfono cadesse (interrompendo così un discorso di grande effetto), li convinse che il Rhodney sul palco fosse un Toreador e quindi proprio il fratello che i tre assamiti erano stati incaricati di uccidere.
I nostri cominciarono ad osservare con maggiore attenzione: la forza carisma dell'oratore, unito ad un movimento particolarmente veloce per evitare che il microfono cadesse (interrompendo così un discorso di grande effetto), li convinse che il Rhodney sul palco fosse un Toreador e quindi proprio il fratello che i tre assamiti erano stati incaricati di uccidere.
Costui, dopo un discorso piuttosto politico, scendendo dal palco si fermò a stringere la mano agli astanti, soffermandosi a guardare i nostri tre protagonisti con un misto di interesse e curiosità.
Roberto, insospettito da questo comportamento, concentrò sul politico i suoi sensi acuti, riuscendo a carpire una domanda fatta ad una delle guardie del corpo.
Con un cenno di intesa a Theo, le fece comprendere il pericolo al quale erano esposti. La ragazza finse di sentirsi male ed i suoi due amici la accompagnarono premurosamente a prendere una boccata d'aria.
Passando in un corridoio deserto, Roberto disse: "Si è accorto di noi" e Theo attivò il proprio potere di mascheramento
Con un cenno di intesa a Theo, le fece comprendere il pericolo al quale erano esposti. La ragazza finse di sentirsi male ed i suoi due amici la accompagnarono premurosamente a prendere una boccata d'aria.
Passando in un corridoio deserto, Roberto disse: "Si è accorto di noi" e Theo attivò il proprio potere di mascheramento
Arrivati nel garage, Roberto e Mac si accorsero di un vampiro oscurato che si aggirava tra le auto. I tre riuscirono ad evitarlo, a prendere la macchina ed andarsene.
Roberto, da buon conoscitore del protocollo della Camarilla, fece presente ai compagni che l'intensità dello sguardo e la curiosità potevano essere dovuti alla non conoscenza dei tre. A New York c'è una settimana di tempo per presentarsi al Principe. I tre avevano quindi al massimo una settimana di tempo prima di essere ufficialmente considerati dei fuorilegge.
Nelle notti successive i nostri si divisero. Mac fece un po' di indagini per proprio conto. Theo tornò dagli assamiti conosciuti al pub e Roberto si informò su cosa si stesse muovendo nella Camarilla.
Theo scoprì che uno degli assamiti era scomparso mentre stava indagando (forse in zona Brooklyn o Queens). Indagando personalmente nel Queens in effetti trovò tracce del passaggio dell'Assamita. Dagli assamiti scoprì che l'arrivo della foto al New York Times forse implicava un complotto interno alla Camarilla.
Mac scoprì l'esistenza di un testimone oculare per l'assassino sotto il ponte di Brooklyn. Si trattava di un barbone ubriaco che aveva assistito ad un duello tipo Higlander tra due tizi dalla pelle scura. La lotta si era conclusa quando uno dei due aveva guardato intensamente l'altro e quello era crollato a terra. La mattina, all'alba, il barbone aveva visto il cadavere che prendeva fuoco e ci aveva buttato sopra una coperta per spegnerlo.
Roberto scoprì che Rhodney aveva chiesto al Principe notizie sui tre nuovi arrivati ed il fatto che non fossero conosciuti aveva messo la Camarilla in pre-allarme. Sempre Roberto, da un interrogatorio mentale con il barbone trovato da Mac, confermò che il duello era avvenuto tra un assamita (il morto) ed un uomo che rimaneva in ombra e combatteva con spade. Il sopravvissuto era un'uomo parecchio alto, dalle spalle ampie e muscoloso. In teoria la descrizione si adattava al kazako Sirac, ma anche a 4-5 delle guardie di Rhodney.
La sera dell'appuntamento con il Piccione Viaggiatore, i tre si recarono al ristorante e gli riferirono quanto scoperto. Lui disse di continuare la ricerca degli assamiti e che avrebbe portato nuovi ordini dopo una settimana.
Andando appuntamento con gli Assamiti del pub Theo, alla guida dell'auto, si rese conto si essere seguita da un'altra automobile. Mac si trasformò in nebbia ed uscì dal finestrino. Theo si portò saggiamente all'interno della zona dell'Elisium e parcheggiò. L'auto inseguitrice parcheggiò ad un centinaio di metri di distanza ma non nessuno scese.
Roberto, seduto sul sedile posteriore disse "Vado a dare un'occhiata" e scomparve.
Fine del riassunto fino a qui. Poi...
Fine del riassunto fino a qui. Poi...
1 commento:
Dannazione! Pare che io ci veda troppo bene per recitare la parte della non vedente...
Sid però è stato proprio bravo, in quella sua imbracatura da cane-guida... Questa sua attitudine potrebbe tornare preziosa, in futuro.
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