Hellen, così affezionata al suo fratello Edward, ormai perso negli effetti del morbo, tra i quali, su di lui, una forza e un vigore fisico prodigiosi, maledizione!
Hellen, così sfortunata, o innamorata, o distratta, da essersi fatta contagiare dal suo Edward, su cui gli effetti del morbo sono stati rapidissimi, e dunque forse anche su di lei...
Hellen, così confusa o disperata che si è lasciata sfuggire informazioni, forse generiche per lei, ma vitali per me.
Dovrei dunque credere che lo sceriffo, in questa maledetta NY, abbia commissionato, probabilmente di sua iniziativa, essendo lui il Ventrue, mentre il principe pare che sia un Tremere, e che fra i due non corra buon sangue... Insomma dicevo, pare che lui abbia commissionato al clan Gangrel il rapimento del nostro Eric, per strappargli il segreto del morbo e soggiogare noi Assamiti ai suoi voleri, probabilmente quelli di affermare il clan Ventrue e se stesso sopra ogni cosa, ovvero la Camarilla e il clan Tremere.
Quindi adesso il cuore nel mio mirino è quello dello sceriffo, che sputerà sangue e verità, prima di morire.
Poi mi occuperò di Eric, che deve guarire i ragazzi e poi morire, perché rapito o non rapito, torturato o maltrattato, non avrebbe dovuto mai ammorbarci, è un debole e la sua debolezza ha ucciso Sirac e molti altri fratelli Gangrel, perciò sarà mia premura ricambiare il gesto. Non mi importa cosa gli abbia fatto la Camarilla. L'agonia che gli infliggerò io sarà tale da fargli rimpiangere la prigionia con i Ventrue...
E poi lascerò spazio ai dubbi, alle domande e ai lati oscuri. Tipo:
-chi ha informato lo sceriffo dei poteri di Eric?
-chi ha informato Eric della presenza di Sirac?
-chi sa cosa e dove si trova?
E la cara Giorgia Conti, ha un ruolo in tutto questo? E quale? Sarà mia premura far sì che agli occhi del Sabbat (nelle persone di Sam e Jack) sembri tutto un suo tradimento. Non che mi importi più molto della missione della Camarilla, che ci ha portato fin qua, né di Alvise o di Firenze. Ma la Conti ha tentato di uccidermi e ha commesso l'errore di lasciare la faccenda inconclusa, perciò adesso è il mio turno, ed io non lascerò il lavoro a mezzo. Il suo sangue scorrerà e la sua vitae mi apparterrà.
venerdì 21 marzo 2008
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