Maledizione.
Odio quando girano i miei piani assassini contro di me.
Detesto cascarci come un'ingenua principiante.
Maledizione.
Salvata da una bestia e da un mago. Un mago! Il sire mi taglierà la testa per questo.
Il mago, soprattutto, mi ha proprio stupita. Già, perché non si è limitato a salvare me, ha salvato anche Sid e Campagne.
Strano mago, dopotutto pare sia arrivato il momento che anche io mi ricreda, sul suo conto.
Ma andiamo con ordine, devo riflettere. Devo analizzare quanto è successo e imparare una lezione. Il sire avrà pietà di me, forse, se dimostro di aver imparato qualcosa.
Allora c'è Jim, tanta fatica per catturarlo ed è subito palese che è un perfetto idiota. Ma non mi insospettisco, no... Devo aspettare che siano i ragazzi della Ponzi a dirmi che ha un trasmettitore GPS attivo, e che dunque la mia posizione è in mondovisione. E non una posizione qualunque, il nostro centro operativo, dannazione!
Siamo solo il mago ed io, prendiamo Edward e ci precipitiamo in strada. Istruisco Campagne affinché ci trovi al più presto un altro rifugio sicuro. E così ci separiamo. Più tardi saprò che lo sceriffo lo faceva marcare stretto, e che Roberto farà in modo che occulte presenze lo traghettino per le Filippine, nella speranza che si possa ricongiungere con Lamar, il fratello
Hashishin che ci aiutò al teatro, contro quella prima orda di cani di Jones.
Con ordine Theo, maledizione, con ordine.
Sto scassinando una portiera, routine oramai, Sid al mio fianco, vigile. Colpita dritta al cuore, maledizione. Una freccia. Nessuna possibilità di replica per me. Devo essere caduta come un sacco di patate. Che vergogna! Roberto si eclissa, col fardello sulle spalle. Sid invece combatte per me, mi hanno detto che ha quasi sbranato uno dei miei assalitori. Hanno dovuto freddarlo con un colpo di pistola. Maledetti bastardi. Dopo che mi hanno portato via il mago è tornato sui suoi passi ed ha raccolto il mio povero cucciolone. Me lo ha fatto trovare in una bella clinica veterinaria, già quasi guarito. Si è esposto così per il cane ghoul di un assassino. Strana creatura davvero.
Intanto io ho il mio pessimo risveglio.
Nuda. Completamente nuda. E ferita. Profondamente ferita, non solo nell'orgoglio. Dalle mie braccia colano rivoli di preziosa vitae. Sono appesa per i piedi. Non mi resta neanche il sangue per piangere. C'è Jones davanti a me. O almeno si presenta come lo sceriffo Walter Jones. L'odore del suo sangue mi pervade come un demone possessore. Difficile mantenere il controllo.
Difficile, senza sapere che ne è di Marco, Sid e gli altri fratelli. Difficile, senza neanche vedere la mia spada. Lo sceriffo neanche immagina che cosa gli sia passato per le mani! Insomma eccoci uno di fronte all'altra. Io lo cercavo, speravo di arrivare a lui sfruttando Jim. Odio quando i miei stessi piani mi si rivoltano contro. Allora eccoci. Io incanetata. Lui interroga. Mi informa che non avrò modo di liberarmi (almeno su questo si sbagliava!), che mi ha iniettato il maledetto morbo. Parla un sacco, per essere lui quello che interroga. Mi dice tutto quello che sa di me. Dà molta importanza a Theo e nessuna a Ravhi. Trattengo il mio orgoglio hashishin, la sua ignoranza va a mio vantaggio. Mi chiede di Sirac, per chi lavorava e per chi lavoro io. Gli dico che lo amavo. Si scusa. Si giustifica. Non insiste.
Sono furente. O non ha la più pallida idea di come si conduce un interrogatorio, oppure, molto più probabilmente, pensa di avere molto tempo per ammansirmi e farmi parlare. E allora decido. Uso le ultime perle di vitae per riprendermi un po' dalle ferite più gravi e mi condanno all'oblio della non vita. Non ero mai caduta in torpore, prima. E' agghiacciante. Pensavo di essere abituata a sentirmi gelida. Invece la mia freddazza è ben poca cosa. Il corpo che entra in torpore è un'esperienza raccapricciante, una morte orrenda.
Chissà allora come deve essere la morte ultima. Jones la conoscerà prima di me, maledetto, non avrò pace finché non gli avrò strappato anche l'ultimo rimasuglio di vitae, giuro che gli strapperò quella sua nera esistenza con lentezza e crudeltà. Giuro. Anche Sid banchetterà con la sua carogna.
Mi sveglio di nuovo. Sangue e catene. Sangue! C'è Hellen mi scioglie, mi libera prima che la sbrani. Ha fatto bene a legarmi prima di darmi da bere, davvero avrei potuto prosciugarla prima di capire cosa stessi facendo! Però poi deve sbrigarsi a liberarmi, stavo diventando un bestia, con quelle corde ai polsi... Mi ha prestato uno dei suoi vestitini. Che carina. Davvero un brutto scherzo, per lei, essere stata prescelta da un Gangrel. Non ha niente della bestia, lei.
Insomma i ragazzi hanno rischiato grosso per infiltrarsi nei sotterranei dell'Elysium, per recuperarmi. Il mago ha pure voluto recuperare il mio equipaggiamento. Bontà sua. E mi riconsegna la spada, ignaro dei segreti in essa contenuti. E siamo a due. Meglio per me.
E così, tutti quanti vittime di un sangue ammalato, partiamo per Boston. Questa volta ci accolgono meglio, perché in fondo abbiamo provveduto a far sparire ogni traccia del morbo, come richiesto. E gli abbiamo anche portato gli ultimi infetti, ovvero noi stessi. Sam e Jack hanno sintetizzato un siero che blocca gli effetti del morbo e toglie il contagio. Va preso ogni santo giorno, e non ci fa guarire... Potrò di nuovo dare il mio sangue ai ghouls? Potrò ancora bere la dolcissima vitae del sire e dei fratelli di sangue? Guarirò?
Dicono che Eric avesse conoscenze sia chimiche che sciamaniche, che fosse originario dell'Australia e avesse contatti con aborigeni e sciamani. Ipotizzano che lì sia nata la sua idea per creare questa maledetta infezione. E quindi eccoci già belli che impacchettati, valige piene di siero, in rotta per il nuovissimo continente. Hellen ed Edward restano a Boston a fare da cavie per i due poponi del Sabbat. Speriamo che Jack capisca qualcosa, mi secca essere in balia delle sue intuizioni mediche.
Il sire mi ha ascoltato con attenzione. Non si è lasciato sfuggire nessun commento, su di me. E' ben sorpreso da Marco, di come nelle Filippine, solo con il suo passaporto e la sua carta di credito, sia riuscito a rintracciare ed a unirsi con la falaqi di Lamar. Me lo dice facendomelo un po' pesare. Bravo lui... Ma è vero, Marco mi piace ed è in gamba, se lo avessi conosciuto da umana le cose sarebbero andate diversamente, tra noi. Invece deve accontentarsi del mio sangue...
Chissà se il sire ha detto così solo per punzecchiarmi e farmi riflettere o se invece stia pensando di abbracciarlo. Di sicuro non ha parlato a caso. Spero che deciderà di aspettare quando sarò pronta io. Campagne deve essere mia progenie. E Sid sarà in eterno la mia fidata guardia ghoul. E' il quadro perfetto. Ma fiché non avrò compreso a fondo la mia immortalità non avrò il permesso di creare progenie. Campagne avrà una lunga attesa. O no?
E ora ho sete. Basta appunti di viaggio. Esco a caccia. Ho così tanta aggressività da sfogare che so già che farò una strage.
VDM
venerdì 26 settembre 2008
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1 commento:
Ottimo post. Quasi tutto giusto.
Tranne una cosa: a Sid hai fatto bere il tuo sangue non appena l'hai ripreso dalla clinica, quindi "prima" di bere il siero.
Hi hi hi...
TMM (The Merda-Master)
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